venerdì 18 novembre 2016

Costume Colloquium V | Prima parte

Ciao a tutti, oggi vi inizio a raccontare la mia esperienza riguardo l'iniziativa promossa dalla Fondazione Romualdo Del Bianco e Life Beyonde Tourism, "Costume Colloquium" giunta alla quinta edizione, alla quale sono stata selezionata grazie a questo post in qualità di blogger ufficiale. Sono state delle piacevoli giornate, in cui ho avuto l'occasione, inoltre, di conoscere due colleghe blogger, Alvuela Franco e Valeria Zasa.


Ph; Lisa Ciardi
Il primo giorno (17 novembre) dopo una breve presentazione dell'evento ci siamo subito addentrati nella questione riguardante gli eccessi nel mondo della moda grazie agli interventi dei vari professionisti.

Durante la giornata si sono affrontati diversi temi riguardo gli eccessi e le restrizioni nella moda, in particolare Brigitta Berglund ci ha spiegato come, verso gli ultimi anni sessanta dell'800, sulle pagine della rivista inglese "The Englishwoman's Domestic Magazine" si creò un forte dibattito riguardo l'uso dei corsetti, poiché, esso veniva portato talmente stretto da creare gravi danni alla donna che lo indossava quali indigestione, atrofia muscolare, sterilità e nei peggiori dei casi la morte causata dalla rottura degli organi interni.
Veronica Casado Hernandez ci ha introdotti invece sulla questione della crinolina, (un sottogonna rigida in grado di dare un volume spropositato alla gonna sovrastante), che, nonostante causasse difficoltà nei movimenti, per la classe operaia rappresentava un modo per trasgredire, ritagliandosi un proprio spazio personale ed imitando le donne di ceto superiore.
Si è parlato poi di moda utilizzata come ambiguità di genere, in particolare Juliano Felizardo ci ha portato il caso latinoamericano della performer Hija de Perra, portandoci un chiaro esempio di uso politico dell'eccesso nella moda.
Un argomento interessante ci è stato proposto da Sally Helvenston Gray che ci ha mostrato come, nel XIX sec. furono adottate una serie di restrizioni riguardo l'uso della "mother hubbard", la camicia da notte, poiché nel momento in cui iniziò ad andare di moda come abito da passeggio fu fortemente criticata data la sua associazione alla sfera intima e privata della camera da letto.

In giornata sono stati poi annunciati i vincitori del contest "colloquium for bloggers" che, compresa io, stiamo avendo la possibilità di partecipare a queste conferenze in qualità di blogger ufficiali dell'evento.

Ph: Lisa Ciardi
Per concludere in bellezza la prima giornata di Costume Colloquium, abbiamo avuto un'esclusiva visita al museo Ferragamo ed alla mostra allestita all'interno "Tra arte e Moda" guidate in modo eccelso dalla direttrice del museo, Stefania Ricci. La mostra era a dir poco favolosa, rendeva evidente il connubio tra arte e moda che c'era e continua ad esserci ancora oggi.

Andy Warhol shoes

Vintage Ferragamo shoes


Capucci dress

Marucelli dress

La mattina del 18 novembre la conferenza si è aperta con Lori Hall-Araujo che ci ha mostrato come esempio di eccesso nella moda il caso di Carmen Miranda, la star brasiliana che negli anni '30 ha fatto impazzire l'intero globo con il suo turbante "tutti frutti".

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E' stato poi il turno di Gillion Carrara, direttrice della "School of the Art Institute of Chicago", che ci ha fatto presente il caso di Fraser Taylor, analizzando il suo passaggio da stilista ad artista, sperimentando paesaggi e corpi insieme, sulla tela e sul tessuto. Taylor metteva a punto le sue idee in The Cloth, un workshop collettivo artigianale di arte e design che produceva tessuti dal colore intenso per l'industria della moda. Per lui l'abito era la tela su cui realizzare disegni e fantasie audaci e dai colori sgargianti.

Ph: Lisa Ciardi
Jose A. Ortiz, ci ha invece spiegato l'importanza degli abiti funebri nella cultura spagnola, infatti secoli fa, in Spagna, si credeva che indossando un abito più eccentrico possibile si faceva capire agli altri il dolore che si provava e l'importanza che si dava alla persona defunta.
Sandra Hefferman ci ha illustrato la pomposità barocca e lo sfarzo della corte d'Asburgo con l'avvenire dell'incoronazione dell'imperatrice Zita e l'imperatore Carlo il 30 dicembre 1916.
Alisa Saisavetvaree e Nuchada Pianprasankit ci hanno mostrato gli eccessi nel guardaroba della regina di Bangkok.

Concludo con la presentazione di Faegheh Shirazi (ce ne sono state molte altre ma verrebbe un post infinito ed è già abbastanza lungo!) riguardo la moda islamica. Contrariamente a quanto si pensa anche le donne islamiche amano la moda e proprio per questo soprattutto ultimamente si è formato un vero e proprio mercato in via di espansione che produce gli abiti tradizionali adattati agli ultimi trend dettati dalla moda occidentale. Recentemente Fendi, Dolce & Gabbana e molti altri hanno aperto le loro porte al mercato islamico dedicando, nel caso di Dolce&Gabbana una vera e propria linea per le donne che portano il velo ma che non vogliono rinunciare ai dettami della moda riguardo le stoffe, le stampe e i colori.



A conclusione della seconda giornata siamo andati a visitare l'esclusivo "villa-museo" Villa La Pietra, sito in via Bolognese a Firenze, dove troviamo un connubio tra storia, storia dell'arte e moda.

Spero di aver fatto cosa gradita descrivendovi a grandi linee tutto ciò che in questi giorni sta accadendo durante gli eventi di Costume Colloquium. Per seguirmi in diretta non perdetevi la mia instagram story e gli aggiornamenti sulla mia pagina facebook!



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